Psicologia sistemica
Legge il disagio dentro le relazioni in cui si presenta (famiglia, coppia, gruppo di lavoro) invece che come proprietà isolata dell’individuo.
Cosa facciamo, cosa non facciamo, e su quali basi. Essere espliciti sui limiti di un servizio sanitario è parte del servizio.
A chiunque desideri un supporto, un approfondimento o un aiuto nella gestione di momenti di difficoltà. Non serve una diagnosi per chiedere una consulenza, e non serve essere in crisi.
Un servizio online a consulenze brevi non è adatto a tutto. Distinguere è una responsabilità clinica, non una limitazione commerciale.
Per queste aree la consulenza breve è un punto di ingresso, non un trattamento. Dove serve un percorso strutturato o una presa in carico diversa, lo diciamo e indirizziamo altrove.
Migliorare il benessere globale della persona e ridurre l’eventuale presenza sintomatologica legata allo stress.
La ricerca mostra che interventi circoscritti, nell’ordine delle tre-cinque sessioni, risultano efficaci su ansia, insonnia e scarsa motivazione. È su quella evidenza che è costruito il formato.
Non siamo monoteisti rispetto a un singolo modello. I professionisti lavorano su tre cornici, scelte in base alla domanda della persona:
Legge il disagio dentro le relazioni in cui si presenta (famiglia, coppia, gruppo di lavoro) invece che come proprietà isolata dell’individuo.
Lavora sulle risorse esistenti e sui fattori che sostengono il benessere, non solo sulla riduzione del sintomo.
Interviene sui pensieri e sui comportamenti che mantengono il problema, con obiettivi definiti e misurabili.
Usiamo il PGWBI, Psychological General Well-Being Index: uno strumento sviluppato da ricercatori internazionali, tradotto e validato in italiano, già ampiamente utilizzato nella comunità scientifica.
Il punteggio viene confrontato con quello della popolazione italiana di riferimento e ripetuto dopo tre sedute. Serve a rendere visibile un cambiamento che altrimenti resta impressionistico, alla persona prima ancora che a noi.
Un servizio che non misura i propri esiti chiede di essere creduto sulla parola. In sanità non è una richiesta ragionevole.
Iscrizione all’Albo regionale degli Psicologi, obbligatoria e verificata. Almeno tre anni di esperienza documentata in colloqui clinici. Un colloquio con la direzione scientifica prima dell’ingresso.
In Italia le professioni di counselor e coach non sono regolamentate: chiunque può definirsi tale, senza percorso formativo né organo di vigilanza. Noi non lavoriamo con figure non ordinistiche. Non è snobismo professionale, è la differenza tra una prestazione sanitaria e una conversazione.
Le informazioni sono cifrate sia in archivio sia durante la comunicazione sulla piattaforma. Il consenso informato viene firmato all’inizio del percorso.
Quando il servizio è attivato da un’azienda, l’azienda riceve esclusivamente dati aggregati e anonimi. Non esiste una procedura, nemmeno su richiesta della direzione, per risalire a chi ha usato il servizio.